HCM OnLine - Presentazione

Alberto Cotti

Ho l'onore e il grande piacere di proporre alcune riflessioni nel primo numero della rivista online di Human Capital Management. Per chi come me è stato attivo per oltre un ventennio in ambito Risorse Umane è motivo di profonda soddisfazione, perché si tratta di uno strumento al servizio di tutti gli operatori HR, un luogo privilegiato per proporre scambi di esperienze e riflessioni che attengono una professione che con il tempo si è fatta estremamente complessa e delicata.
Da parecchi anni a questa parte gli scenari economici e sociali sono diventati sempre più complessi, difficilmente prevedibili e il cambiamento, rapido, brusco e discontinuo è diventato praticamente la sola certezza. La situazione attuale ne è l'ennesima comprova e siamo tutti perfettamente coscienti della difficoltà di ideare, concepire e proporre vie d'uscita o percorsi di gestione attendibili di tutte le risorse aziendali.
Gran parte dei manager - anche quelli molto competenti - si sono costruiti professionalmente in periodi di crescita (di affari, di risultati, di effettivi) e molti di loro si sono trovati a gestire situazioni completamente inusuali negli ultimi 10-15 anni. Dover ricercare nuovi mercati, non più attendere ma promuovere la ricerca attiva di clienti, contenere i costi, ridurre gli effettivi del personale, ha significato per molti di loro un apprendimento sul terreno, spesso doloroso e purtroppo anche corredato di errori.
Alla fine degli anni '90, in occasione di riunioni formali HR delle banche, delle industrie, di molte PME avevo avuto modo di constatare come chi occupava questa funzione non aveva quasi mai un percorso specifico e professionale legato alla gestione e allo sviluppo di persone. Molto spesso - nei migliore dei casi - erano manager di linea, con particolare attitudine e predisposizione a interagire e dialogare con le persone, nel peggiore dei casi erano tecnici, convinti di poter disporre della forza lavoro più o meno allo stesso modo utilizzato per altre risorse aziendali.
Di conseguenza, una funzione HR intesa come supporto proattivo al management, ha anche lei spesso pagato un prezzo importante: chi ha avuto la fortuna di lavorare in aziende che hanno curato la formazione manageriale ad ogni livello - HR compreso - ha sicuramente avuto modo di prepararsi in modo selettivo e mirato a questo cambiamento e di condividere e implementare soluzioni di successo; chi invece si è trovato a gestire un cambiamento di paradigma senza particolari competenze specifiche e senza uno strumentario altamente professionale, ha spesso dovuto per forza di cose condividere con i manager di linea emozioni, improvvisazione, tentativi andati a vuoto.
Da questa situazione oggettivamente preoccupante e dall'evidenza di un cambiamento generazionale di persone HR nel medio termine, nacque dunque l'idea di offrire competenza, professionalità e adeguata certificazione ai detentori di una funzione HR. Detto adesso sembra semplice, ma se allora nessuno metteva in dubbio il fatto che un consulente aziendale dovesse essere portatore di una licenza o un master in economia, una formazione post-universitaria e adeguata esperienza sul campo, il domandare equità di livello, di trattamento, di considerazione per la funzione HR non fu mai facile. Il ruolo della SUPSI in questi anni è dunque stato quello di sensibilizzare i nostri partner nell'ottica di professionalizzare questo specifico settore e aiutare a far crescere in competenza, affidabilità e autorevolezza i detentori attuali o futuri di una funzione HR.
Formare manager HR in grado di definire - sulla base della specifica strategia aziendale - politiche di risorse umane dinamiche e per quanto possibile anticipatorie, di consigliare proattivamente il management su tutto il ventaglio della funzione (acquisizione, gestione, formazione e sviluppo, pianificazione delle successioni, separazione) è per noi obiettivo prioritario e da parecchi anni cerchiamo di farlo con rigore, coinvolgendo formatori e attori di provata esperienza e competenza. Stiamo giocando una partita importante, e siamo convinti che non si tratta di un gioco: l'HR di oggi e di domani non può più essere solo una persona con grande sensibilità e attenzione nei confronti del personale, ma deve poter avere quell'autorevolezza e quella credibilità che gli permetteranno di interagire in modo positivo e costruttivo con un management di regola orientato soprattutto alle cifre e al successo economico dell'azienda. Per riuscirci servono elevate competenze professionali, luoghi privilegiati di incontro e di scambio, occasioni di confronto e progetti di ricerca che possano aiutarci a capire come gestire il cambiamento. Ed è quello che ci sentiamo di offrire con HCM-online per costruire insieme figure professionali competenti e credibili, in grado di essere leader nella gestione della complessità.
La rivista diventa oggi uno strumento atto a favorire lo scambio di idee e la riflessione comune tra gli addetti ai lavori, un luogo privilegiato di condivisione di esperienze, con l'obiettivo di contribuire anche ad accrescere le competenze di un gruppo di specialisti che si trova confrontato con realtà vieppiù complesse e di difficile interpretazione. Spero abbia successo, in primis nell'interesse di tutti gli operatori!

Alberto Cotti

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